Essere genitori: cosa posso essere per mio figlio?
“Essere genitori ci richiama all’aver ‘generato’ un essere o forse dovremmo dire ad aver compartecipato alla sua generazione.
Nell’epoca attuale, alle nostre latitudini, il tema della genitorialità è divenuto un’esigenza: siamo genitori orfani di una genitorialità da prendere a modello, riluttanti, spesso arrabbiati come bambini capricciosi per tutto ciò che è mancato.
Questo atteggiamento interiore non è un buon punto di partenza per riconoscere la preziosità del ruolo.”
Valentina Di Febo, maestra d’asilo
Le riflessioni
Questa riflessione mi porta a fare delle domande che voglio condividere con voi:
– se smettessimo di cercare solo consigli, ricette o soluzioni “giuste” per i figli, e iniziassimo invece a guardarci noi genitori adulti?
Inoltre; sono un adulto genitore che mio figlio può imitare? oppure è così faticoso avere a che fare coi figli che deleghiamo ogni loro aspetto a qualcun altro?
Per riprendere ancora le parole della maestra: “La ricerca di soluzioni, di ricette preconfezionate è incessante, spasmodica e spesso fallibile”.
Quale sguardo dobbiamo avere, quindi?
La risposta è nel titolo e sottotitolo di una tesi di laurea: “Il figlio genera la madre: la maternità come opportunità autoeducativa.”
“Attraverso un lavoro su se’ stessi, attraverso un continuo processo di autoeducazione, attraverso il riconoscimento di scoprirsi ‘nuovi nati’ e di poter quindi nascere a nuovo… GRAZIE al figlio, trasformando la frustrazione e la rabbia in gratitudine.”
Valentina Di Febo
La genitorialità diventa così un’opportunità di crescita anche e soprattutto per noi adulti, per essere consapevoli e disposti a imparare ogni giorno.
Quindi: quali mie fragilità posso trasformare in strumenti di crescita?
Come posso “essere migliore” grazie al mio ruolo di genitore?
Sto offrendo stabilità e coerenza o solo istruzioni da seguire?
In fondo, ciò che conta davvero non sono le risposte pronte, ma il nostro esempio vivo: chi siamo, come ci muoviamo nel mondo, come affrontiamo le sfide.
Quindi, oggi più che mai, possiamo pensarci come educatori e genitori in cammino.
Vi lasciamo con qualche parola di Gibran sempre calda e potente :
” i vostri figli non sono vostri,
sono figli e figlie della forza che la vita ha di se stessa.
Essi vengono per mezzo di voi, ma non da voi,
e benchè essi stiano con voi, non vi appartengono.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli vengono lanciati nella vita come frecce viventi.
L’arciere vede il bersaglio lungo la strada verso l’infinito, tende il suo arco con tutte le sue capacità affinchè la sua freccia vi giunga dritta e veloce.

Nel nostro sentire, essere genitori è soprattutto questo: essere archi che sostengono e orientano, affinché i nostri figli possano entrare nel mondo come esseri umani pienamente umani, capaci di amore, di fiducia e di volontà.
Il nostro compito non è plasmarli, ma offrire una presenza che li renda liberi di diventare se’ stessi.
Ringrazio di cuore la maestra Valentina Di Febo per il prezioso contributo a tutti i genitori che desiderano incontrare se’ stessi attraverso lo sguardo dei propri figli.
Valeria di Eleuterio