Molte persone convivono, spesso in silenzio, con un senso di insicurezza che sembra non avere una
causa evidente nel presente. Eppure, scavando un po’ più a fondo, emerge quasi sempre un filo che
conduce al passato: esperienze negative, fallimenti, critiche ripetute o relazioni svalutanti che hanno
lentamente eroso la fiducia in sé stessi.
Il passato, quando non viene elaborato, continua a vivere dentro di noi e a influenzare il modo in
cui ci percepiamo, prendiamo decisioni e affrontiamo la vita. Comprendere questo meccanismo è il
primo passo per liberarsene e tornare a vivere con maggiore serenità.
La fiducia in sé stessi non nasce dal nulla, né si perde all’improvviso.
È il risultato di esperienze,
parole ascoltate, successi riconosciuti e, purtroppo, anche di ferite emotive non guarite.
Un fallimento professionale, critiche costanti ricevute in famiglia o a scuola, una relazione in cui ci si è
sentiti “non abbastanza” possono lasciare un’impronta profonda. Col tempo, queste esperienze si
trasformano in convinzioni limitanti come: “Non sono capace”, “Non merito”, “Sbaglio sempre”.
Quando il passato diventa un giudice interiore severo, ogni nuova sfida viene affrontata con
paura, autocritica e autosabotaggio. Si entra così in un circolo vizioso: la mancanza di fiducia porta
a rinunciare, la rinuncia rafforza l’idea di non valere abbastanza.
Le esperienze non definiscono totalmente la nostra personalità, ma contribuiscono a formarla solo
se glielo permettiamo. Gentilezza verso sé stessi e autosservazione onesta diventano allora
ingredienti fondamentali per crescere: ogni “errore” può essere visto come parte naturale del
processo evolutivo.
Diventa essenziale lavorare sulla consapevolezza e imparare ad ascoltare i propri pensieri,
riconoscere quelli automatici e, gradualmente, scegliere di sostituirli con pensieri più vivi, più
veri e più allineati a chi siamo oggi.
Anche il corpo gioca un ruolo fondamentale. È ormai dimostrato che le emozioni non elaborate
restano spesso “imprigionate” a livello fisico, influenzando il nostro stato di benessere, energetico
ed emotivo. Prendersi cura di sé in modo globale significa ascoltare anche ciò che il corpo
comunica.
Ritrovare la fiducia in sé stessi è un percorso, non una meta immediata. Richiede tempo, pazienza e
la volontà di guardarsi dentro con onestà e amore. Il passato non può essere cambiato, ma il
modo in cui lo portiamo con noi SI.
Ogni persona possiede una bellezza unica, spesso offuscata da ferite antiche e da giudizi profondi.
Scegliere di stare bene vuol dire concedersi il diritto di ricominciare e di tornare a vivere Serena-
Mente.
Con l’augurio di un meraviglioso 2026,
Valeria Di Eleuterio
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